inseminazione intrauterina

Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di primo livello: l’inseminazione intrauterina

Tra le tecniche di PMA di primo livello a cui la donna può avere accesso è importante ricordare linseminazione intrauterina, con cui si facilitano le possibilità di incontro tra ovociti e spermatozoi nella tuba. Si tratta di una delle tecniche di PMA meno invasive e tra quelle utilizzabili dalla coppia che vuole ricorrere alla procreazione medicalmente assistita per il trattamento dell’infertilità e che sono rappresentate sinteticamente nella nostra infografica.

E’ una tecnica che deve essere utilizzata in casi selezionati, poiché le percentuali di successo sono basse se utilizzata in modo improprio.

Vediamo, quindi, come avviene l’inseminazione intrauterina, con cui si introduce il seme maschile nell’utero della donna allo scopo di accorciare la strada che deve fare per arrivare alla tuba.

Inseminazione intrauterina: come avviene

In questa tecnica di PMA si induce la crescita follicolare multipla per un massimo di 3-4 follicoli grazie ad iniezioni di basse dosi di gonadotropine, un ormone noto per la capacità di stimolare il follicolo, o e in casi selezionati facendo assumere alla donna citrato di clomifene per via orale.

Dopo 7-8 giorni , la donna viene sottoposta a un monitoraggio ecografico dell’ovulazione per valutare dimensioni e numero dei follicoli da integrare, quando necessario, con il dosaggio di estradiolo e progesterone plasmatico.

Cosa succede a questo punto?

Quando il diametro follicolare è corretto, ovvero il follicolo ha raggiunto una dimensione minima di circa 16 mm, viene indotta l’ovulazione con un’iniezione intramuscolare e/o sottocutanea di HCG procedendo, 38-40 ore dopo, all’inseminazione. In questa ultima fase dell’inseminazione intrauterina vengono trasferiti nell’utero della donna gli spermatozoi trattati in laboratorio in modo da renderli maggiormente idonei al raggiungimento dell’ovocita maturo.

Si tratta di una procedura ambulatoriale e al termine dell’intervento la donna può alzarsi già dopo qualche minuto, riprendendo le normali attività quotidiane. Per aumentare le possibilità di successo si associa una terapia di supporto alla fase luteale, prescrivendo l’assunzione di progesterone nei giorni che seguono l’inseminazione.

L’obiettivo? Sostenere l’endometrio che riveste l’utero e renderlo adatto alla gravidanza.

Inseminazione intrauterina: la fase finale di questa tecnica di PMA

L’ultima fase dell’inseminazione intrauterina richiede che, 14 giorni dopo essersi sottoposta a questa tecnica di PMA di primo livello, la donna effettui un prelievo ematico per rilevare l’HGG e vedere se si è instaurata una gravidanza.

In caso di insuccesso dopo la prima inseminazione intrauterina si può ripetere più volte la procedura, senza aspettare tra i vari cicli di stimolo, a patto di eseguire ecografie di controllo per verificare l’assenza di controindicazioni.

Indicazioni all’inseminazione intrauterina

Tra tutte le tecniche di PMA (procreazione medicalmente assistita) l’inseminazione intrauterina è quella che maggiormente rispetta le fasi naturali della riproduzione. Proprio per questo si tratta della tecnica più adatta in condizioni di sterilità di origine sconosciuta, impotenza o lieve alterazione dello sperma, situazioni queste che rendono difficile agli spermatozoi raggiungere l’utero.

Non mancano i casi di coppie che ricorrono all’inseminazione intrauterina per eiaculazioni retrograde, ovvero all’interno della vescica, oppure a seguito di interventi chirurgici e patologie del tratto genitale, ma anche in situazioni di endometriosi lieve, problemi all’ovulazione o altre condizioni patologiche.

Infine, l’inseminazione intrauterina è la tecnica di PMA più adatta se sono falliti i tentativi di induzione della gravidanza con stimolazione ovarica grazie a farmaci e rapporti sessuali mirati o quando ci si trovi in presenza di alterazioni anatomiche e/o funzionali del collo uterino o delle tube.

Percentuali di successo dell’inseminazione intrauterina

Ricorrere all’inseminazione intrauterina rispetto alle altre tecniche di PMA è relativamente semplice e le percentuali di successo sono  del 10-15% per ogni ciclo di stimolazione. Naturalmente questo dato varia a seconda della qualità del liquido seminale, del tipo di stimolazione effettuata e delle cause di infertilità della coppia così come dell’età della donna.

Solitamente si passa ad altre tecniche di PMA se dopo 3 o 4 cicli di inseminazione non si è riusciti a instaurare una gravidanza e, in questi casi, la soluzione che proponiamo alle coppie è la fecondazione in vitro.

Le altre tecniche PMA di primo livello

Quando ci si riferisce alle tecniche PMA di primo livello non si parla, però, solo di inseminazione intrauterina, ma anche di stimolazione ormonale, monitoraggio ecografico dell’ovulazione e appunto, inseminazione nell’utero della donna. La particolarità che, tuttavia, distingue questa tecnica, risiede nel fatto che la fecondazione si compie nell’apparato riproduttivo femminile.

Contattaci per maggiori informazioni su questa e altre tecniche di PMA.

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