preservazione della fertilità

Chi può ricorrere al congelamento ovocitario?
Quando al prelievo ovocitario si recupera un numero di ovuli fortemente eccedente la necessità per formare embrioni da trasferire (per esempio, donne molto giovani, rischio di iperstimolo): una parte di ovuli vengono fecondati e gli altri vengono crioconservati.

Coppie con remore morali al congelamento embrionario. Ci sono coppie che hanno remore morali o religiose al congelamento degli embrioni: il congelamento degli ovociti supera questo dilemma etico in quanto gli ovociti sono congelati senza sottoporli al processo di fecondazione.

Donne giovani che si debbono sottoporre a trattamenti oncologici o trattamenti che si pensa mettano a rischio la loro fertilità: alcuni trattamenti chemio e/o radioterapici, infatti, potrebbero ridurre completamente la fertilità di queste donne che invece congelando e conservando i propri ovociti si riserverebbero la possibilità in futuro di avere figli.

Donne con endometriosi o con una storia familiare di menopausa precoce. Chi ha una storia di interventi per endometriosi o nella sua storia familiare ha la madre o altre ascendenti che sono andate in menopausa presto ha un rischio maggiore di esaurire precocemente le proprie possibilità riproduttive.

Donne che, per varie ragioni, debbano posporre nel tempo la ricerca di un figlio. Le cause che spingono a ritardare la ricerca di un figlio sono molte: problemi economici, incertezza lavorativa oppure semplicemente perché non si è ancora trovato un partner “giusto” per pensare ad avere un figlio.
E’ il cosiddetto “social freezing” cioè il congelamento dei propri ovociti per “spostare più in là” il concepimento in un età in cui la fertilità femminile potrebbe essere esaurita o comunque fortemente ridotta.


Congelando i propri ovociti che garanzie si hanno di poter avere un figlio nel futuro?

Per congelare gli ovociti bisogna sottoporsi ad un ciclo di stimolazione ormonale e poi a un prelievo ovocitario proprio come si fa per una fecondazione in vitro.
La differenza sta nel fatto che nella fecondazione in vitro gli ovociti vengono fertilizzati e quindi, quando sono diventati embrioni, trasferiti in utero mentre nel caso di un congelamento ovocitario vengono subito crioconservati.

Ci sono pochi dati sulla sopravvivenza degli ovociti a lunga scadenza; studi preliminari sostengono che possano avere una vitalità di 10 anni.
Non tutti gli ovociti prodotti possono essere crioconservati, ma solo quelli maturi che cioè si trovano in MII (stadio di maturazione) e non tutti gli ovociti crioconservati sopravvivono allo scongelamento.

Quanti ovociti sono necessari per avere una ragionevole possibilità di gravidanza in futuro?
Dipende da vari fattori e uno di questi è nuovamente l’età: se gli ovociti provengono da una donna di 25 anni le possibilità sono maggiori rispetto ad una donna di 37 anni.
L’età ideale per congelare ovociti è tra i 30 e i 35 anni, e per una ragionevole possibilità di gravidanza andrebbero crioconservati dai 12 ai 20 ovociti.
Per raggiungere un numero sufficiente di ovociti da crioconservare potrebbero essere necessari più cicli di stimolazione ovarica seguita dal prelievo ovocitario.
In ogni caso nessuno può dare garanzie assolute che si otterrà la gravidanza.

Si apre comunque uno scenario nuovo e anche in Italia cominciano ad arrivare richieste di crioconservazione ovocitaria per motivi non legati ad una patologia, ma al desiderio di spostare nel tempo la possibilità di avere un figlio.

 

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