Così gli spermatozoi “si ancorano” all’ovulo

Si chiama ZP2 ed è la glicoproteina che consente agli spermatozoi di ancorarsi all’ovulo. Lo hanno scoperto i ricercatori del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases di Washington D.C., rivelando uno dei meccanismi biologici rimasti all’oscuro per molti anni nonostante gli anni di ricerca sulla riproduzione umana.

Uno dei momenti più delicati del processo di fecondazione è infatti proprio l’incontro tra la cellula riproduttiva maschile e quella femminile. A contatto con l’ovulo, lo spermatozoo interagisce con il suo strato protettivo più esterno, chiamato zona pellucida. Uno strato che lo spermatozoo deve necessariamente attraversare per avviare la fusione dei gameti e dare inizio alla formazione di un nuovo organismo. Fino ad ora però, i ricercatori non erano stati in grado di identificare la molecola coinvolta nel legame tra le due cellule germinali, e i dubbi erano concentrati su una delle quattro proteine ZP (da ZP1 a ZP4) che circondano la zona pellucida.

Nell’esperimento descritto su The Journal of Cell Biology, gli autori dello studio hanno ingegnerizzato degli ovuli di topo per testare l’interazione di varie combinazioni di glicoproteine (umane e non umane) della zona pellucida con lo spermatozoo. Gli scienziati hanno così scoperto che se su questo strato non è presente ZP2, gli spermatozoi non sono in grado di legarsi in alcun modo all’ovulo. Si può quindi dedurre che alcune condizioni di sterilità femminile potrebbero essere strettamente associate alla mancata produzione della glicoproteina ZP2 da parte dell’organismo. Inoltre, se a ZP2 manca una regione chiave all’estremità della sua struttura, lo sperma non riesce ad agganciarsi alla zona pellucida.

I ricercatori sottolineano come quest’ultimo risultato combaci alla perfezione con un’altra evidenza: in condizioni normali infatti, la fusione dei gameti maschile e femminile attiva uno specifico enzima che taglia ZP2 proprio a livello della stessa regione chiave, in modo da impedire la penetrazione di altri spermatozoi presenti all’esterno dell’ovulo. Il meccanismo suggerisce quindi l’importanza di ZP2 anche come difesa naturale dalla fecondazione multipla dell’ovulo.

Riferimenti: The Journal of Cell Biology

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