Fertilità maschile: ecco perché cala con l’età

Con il passare degli anni – lo sappiamo da tempo – la qualità dello sperma di un uomo si riduce. Ma quale sia il meccanismo che regola il continuo rinnovamento degli spermatozoi nell’organismo di un uomo adulto, è ancora poco chiaro. A fare luce su questo aspetto è stato un team di scienziati dell’Università di Kyoto, in Giappone, che sulla rivista Genes & Development descrive come il funzionamento delle cellule staminali responsabili della produzione degli spermatozoi sia regolato da specifici geni, aprendo così la strada a nuovi potenziali trattamenti per l’infertilità maschile.

Secondo questo studio, più precisamente, i responsabili della produzione dei gameti maschili sarebbero i geni Myc, che regolano l’auto-rinnovamento delle cellule staminali addette alla produzione di sperma (Ssc). Nell’esperimento, il team di scienziati ha iniettato due tipi di Ssc nei testicoli di alcuni topi: un primo gruppo ha ricevuto cellule normali, un altro gruppo ha ricevuto cellule in cui il gene Myc era stato soppresso. Analizzando quest’ultimo gruppo di topolini dopo due mesi, i ricercatori hanno scoperto che la capacità di auto-rinnovamento delle cellule Ssc era stata compromessa, e che questo aveva implicazioni negative sulla produzione di spermatozoi.

“Questi risultati in futuro potrebbero avere importanti implicazioni per la ricerca sulla infertilità, in particolare per gli uomini con un basso numero di spermatozoi”, spiega uno dei ricercatori che ha condotto lo studio. Stimolare la proliferazione delle Scc potrebbe migliorare la produzione di gameti. Tuttavia, saranno necessari ulteriori studi che analizzino meglio questi meccanismi.

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