La PMA entra nei Livelli Essenziali di Assistenza

Lo scorso gennaio è stato raggiunto un altro importante traguardo per le coppie infertili: tra le prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale dovrà erogare ci sarà anche la procreazione emdicalmente assistita, omologa ed eterologa. Sono stati finalmente emanati i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), secondo cui le cure e le prestazioni per la Pma saranno garantite dal Ssn in tutto il territorio italiano, gratuitamente o dietro pagamento di un ticket (determinato dalla singole Regioni). “Un passaggio storico per la sanità italiana”, ha commentato in un tweet la Ministra della Salute Beatrice Lorenzin.

Il nuovo provvedimento genera in questo modo uno stato di uniformità su tutto il territorio italiano per quanto riguarda tutte le prestazioni necessarie nelle diverse fasi della fecondazione assistita. Quando i Lea entreranno effettivamente in vigore, le molte coppie infertili che finora hanno dovuto affrontare spese importanti per accedere alle prestazioni di Pma potranno usufruire del supporto economico del Servizio Sanitario Nazionale: sarà possibile infatti accede alle tecniche di fecondazione assistita, sia di tipo omologo che eterologo, senza più necessariamente fare ricorso a centri privati e molto costosi.

Sia la fecondazione eterologa, ovvero quella in cui si utilizzano gameti esterni alla coppia, sia quella omologa, che prevede l’uso di gameti appartenente alla coppia, saranno così alla portata di tutte le coppie infertili. L’eterologa, in particolare, sarà erogata dietro il pagamento di un ticket, un cambiamento molto importante: finora, infatti, il servizio pubblico offriva questa prestazione solamente in tre Regioni (Toscana, Emilia Romagna e Friuli).

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Il Centro Demetra ha deciso – per un principio di precauzione – di sospendere provvisoriamente i transfer di embrioni, decisione presa nella direzione di contenere gli effetti negativi di una eventuale infezione della paziente da Coronavirus.

Il principio di precauzione è legato non solo a ridurre al massimo gli spostamenti delle persone ma soprattutto a ridurre il rischio di un eventuale contagio (che nessuno può escludere), che in stato di gravidanza complicherebbe la situazione clinica della paziente.

Tutti i medici del Centro condividono questa scelta, che considerano la più etica nei confronti delle coppie.

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