Perché si riduce il successo della PMA nelle donne sopra i 43 anni

Prelevare gli ovociti nelle prime fasi del trattamento ormonale potrebbe innalzare la percentuale di successo della riproduzione assistita per le donne di età superiore ai 43 anni. Lo sostiene un gruppo di ricerca statunitense sul Journal of Endocrinology, indagando i cambiamenti nella funzione delle cellule che regolano lo sviluppo degli ovociti.

Il fatto che con il passare degli anni si riducano le probabilità di ottenere una gravidanza è noto da tempo: gli studi più recenti mostrano come i tassi di successo scendano dal 23,6% nelle donne di 38-39 anni a solo l’1,3% per quelle di oltre 44 anni. I ricercatori del Centre for Human Reproduction di New York hanno dunque cercato di indagare le cause di questo fenomeno, confrontando il tessuto riproduttivo di donatrici giovani (21-29 anni), adulte (30-37) e pazienti infertili più mature (43-47). Dall’analisi è emerso che le cellule della membrana granulosa, lo strato che avvolge gli ovociti all’interno dell’ovaio per promuoverne lo sviluppo, crescono e si moltiplicano in misura minore nelle donne più mature rispetto alle giovani e alle adulte. Con il passare degli anni, infatti, le cellule di questa membrana producono meno recettori cellulari per l’ormone follicolo-stimolante (FSH) e più recettori cellulari per l’ormone luteinizzante (LH) e progesterone.

Questi cambiamenti alla sensibilità ormonale possono innescare una luteinizzazione prematura, possono cioè arrestare la maturazione di più ovociti nell’ovaio e la preparazione dell’utero alla gravidanza.

Per evitare questa luteinizzazione precoce, i ricercatori hanno anticipato l’iniezione della gonadotropina corionica (hCG), l’ormone che “matura” l’ovocita da prelevare, somministrandolo alle pazienti quando la dimensione del follicolo era di 16 millimetri invece dei soliti 19-21mm. Scoprendo che, sebbene gli ovociti fossero meno maturi, si otteneva un maggior numero di embrioni di buona qualità, con percentuali di successo superiori rispetto alle donne sottoposte al trattamento classico.

“Abbiamo dimostrato che la causa principale della riduzione del tasso di successo della PMA, più che lo stato dell’ovocita, è l’invecchiamento dell’ambiente in cui cresce”, ha spiegato Yanguang Wu , embriologo del Centre for Reproductive Medicine. “Questa nuova prospettiva dell’invecchiamento ovarico potrebbe un giorno aiutarci a ideare nuove strategie per migliorare il tasso di successo della PMA nelle donne più mature”.

Riferimenti: Journal of Endocrinology
DOI:10.1530/JOE-15-0246

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