Fecondazione eterologa, il divieto è incostituzionale

Il divieto di fecondazione eterologa, contenuto nella Legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, è incostituzionale. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con il verdetto del 9 aprile.

Cade dunque l’articolo che vietava il ricorso a un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta. Il merito è delle battaglie condotte dalle coppie sterili che non vedevano riconosciuti i loro diritti, e degli avvocati che ne hanno sostenuto le ragioni nelle aule dei Tribunali italiani, ma anche dei medici che da sempre si battono per tornare a offrire ai loro pazienti una metodica del tutto legale in Italia fino a dieci anni fa.

Ci sono voluti 10 anni, 10 lunghissimi anni, per ripristinare i diritti delle coppie infertili, trattate non come cittadini portatori di diritto di cura ma come soggetti con desideri illeciti. Dieci anni, in cui le coppie si sono ribellate ai NO stilati contro ogni logica terapeutica, contro una legge assurda che imponeva l’idea di pochi ai diritti di molti. Diritti riaffermati dalla sentenza della Consulta, che ha definitivamente seppellito la Legge 40, diritti che rimettono nelle mani della coppia la loro scelta riproduttiva, che non può che appartenere a loro.

Il nostro Centro è stato sempre a fianco delle coppie, protagonista delle sentenze del tribunale di Firenze che hanno contribuito ad abbattere la Legge 40, e continuerà ad essere al loro fianco nella difesa dei loro diritti, che sono quelli di tutti.

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Il Centro Demetra ha deciso – per un principio di precauzione – di sospendere provvisoriamente i transfer di embrioni, decisione presa nella direzione di contenere gli effetti negativi di una eventuale infezione della paziente da Coronavirus.

Il principio di precauzione è legato non solo a ridurre al massimo gli spostamenti delle persone ma soprattutto a ridurre il rischio di un eventuale contagio (che nessuno può escludere), che in stato di gravidanza complicherebbe la situazione clinica della paziente.

Tutti i medici del Centro condividono questa scelta, che considerano la più etica nei confronti delle coppie.

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