Protocollo Duostim Centro Demetra

Dal protocollo Duostim nuove speranze per restare incinta

Il protocollo Duostim rappresenta una nuova possibilità di stimolazione ovarica per le pazienti con bassa riserva ovarica e per chi deve sottoporsi a diagnosi pre-impianto. Vediamo di cosa si tratta e come funziona la doppia stimolazione ovarica.

Riserva ovarica e fertilità: una recente tipologia di trattamento

Come sappiamo bene, le possibilità di gravidanza diminuiscono con l’avanzare dell’età della donna sia per quanto riguarda la gravidanza spontanea, sia per quanto riguarda la gravidanza indotta. Parlare di fertilità significa parlare di tempo per concepire, tuttavia se si aspetta troppo la riserva ovarica diminuisce e con l’aumentare della età aumentano gli aborti spontanei.

In questi casi diventa fondamentale sottoporsi alla stimolazione ovarica, che permette di massimizzare il successo con la creazione di più ovuli, ma anche minimizzare i costi riducendo il numero di stimolazioni e gli effetti negativi dovuti ai molteplici prelievi ovocitari. Non meno importante è il fatto di aumentare l’accettazione del trattamento da parte del paziente.

Da uno studio del 2011 su oltre 400mila fecondazioni in vitro si è visto come grazie alla stimolazione ovarica aumenti il numero degli ovociti prodotti e con questo aumenti il numero dei bambini nati. Nello stesso studio è dimostrato come spesso con 3 o 4 ovociti la probabilità di gravidanza diminuisce. Un altro dato che emerge da tutti i report dell’Istituto Superiore della Sanità è che nel periodo 2005-2017 aumenta consistentemente il numero di donne con più di 40 anni che si sottopone a cicli di fecondazione in vitro.

Sicuramente l’età è un marker importante che influenza la qualità degli ovociti: all’aumentare di questa aumenta anche la percentuale di embrioni con alterazioni cromosomiche dato che, a differenza dell’uomo, la donna nasce con un numero stabilito di ovociti e dalla nascita non ne produce di nuovi. I testicoli maschili, invece, producono spermatozoi in modo continuativo durante tutta la vita dell’uomo, che non si deteriorano in termini qualitativi e quantitativi.

Oltre all’età esistono anche alcuni marker che indicano lo stato della riserva ovarica e il modo in cui la donna può rispondere alla stimolazione ovarica. In particolare, abbiamo i valori di AMH e FSH, che sono marker funzionali legati all’attività dell’ovaio. Oltre a questi markers così detti funzionali, viene utilizzata anche la conta dei follicoli antrali. Sulla base di questi valori potremo avere una risposta ovarica normale, bassa o alta.

Oltre all’età una scarsa riserva ovarica può dipendere anche da cattive abitudini come il fumo. Inoltre, anche la presenza di endometriosi, la chirurgia ovarica anche in caso di cisti benigne e il doversi sottoporre a sedute di chemio o radioterapia, oltre a cause genetiche. Appare, quindi, evidente come siano tante le cause di riserva ovarica critica.

La modulazione della stimolazione ovarica

A differenza di quanto si è sempre pensato, da ogni ciclo ovarico non nasce un unico follicolo ma si generano diversi follicoli antrali su cui si può agire attraverso la stimolazione ovarica e il reclutamento continuo, ovvero su follicoli che crescono e regredisco nel ciclo ovarico. Proprio dagli studi sulla modulazione della stimolazione ovarica sono nati nuovi schemi, tra cui quello più noto come Duostim, ovvero una doppia stimolazione su un unico ciclo ovarico nella prima e nella seconda metà dello stesso.

La diagnosi genetica pre-impianto consente di conoscere la situazione genetica degli embrioni prima del trasferimento in utero. La diagnosi preimpianto si esegue sugli embrioni allo stadio di blastocisti. Il problema è che per arrivare a un buon numero di blastocisti cambia il numero di follicoli necessari: se in una donna sotto i 35 anni con riserva ovarica normale possono bastare circa 11 ovuli maturi (da questo numero generalmente si ottengono 3 o 4 blastocisti), una persona con più di 35 anni o riserva ovarica ridotta otterrà dallo stesso numero di ovuli 1 blastocisti. É per questo che è interessante poter sfruttare tutte le possibilità per ottenere un numero di ovociti adeguato al caso da trattare.

Come funziona il metodo Duostim

Il protocollo Duostim si basa su una doppia stimolazione: si comincia con una stimolazione con gonadotropine dal 2° giorno del ciclo e antagonisti; al momento di decidere il prelievo ovocitario si utilizza un farmaco diverso dall’HCG che viene utilizzato secondo lo schema standard, e che è un agonista del GnRH.

Questa sostanza libera l’LH contenuto nei depositi fisiologici della donna proprio come durante l’ovulazione spontanea e porta gli ovuli a maturazione. Al 5° giorno dal prelievo ovocitario, può essere ricominciata una nuova stimolazione ormonale, anche con gli stessi farmaci utilizzati nella prima parte.

A questo punto le fasi della stimolazione ovarica sono le seguenti:

  1. prelievo ovocitario;
  2. fecondazione degli ovociti;
  3. 4 giorni senza terapia con sfaldamento dell’endometrio e perdita di sangue simil mestruale;
  4. Al 5° giorno, ripresa della stimolazione ovarica;
  5. nuovo prelievo ovocitario.

Quello che è emerso è che entrambi i prelievi danno le stesse performance in termini di numero di blastocisti formate corretto corredo cromosomico , statisticamente come per gli ovuli ottenuti nella prima parte del ciclo.

Per questo il protocollo DUOSTIM rappresenta un’ottima possibilità per ottenere un numero di ovuli adeguato e dal 2017 al 2019 sono stati fatti 183 cicli completi con due stimolazioni ovariche, di cui 166 per diagnosi pre-impianto.

La candidata ideale del protocollo DUOSTIM

Chi si sottopone al protocollo DUOSTIM non è sicuramente la giovane donna con un numero interessante di ovuli, dato che il rischio è quello di sovraccaricare l’ovaio aumentando il rischio di sanguinamento ovarico dopo il prelievo.

Questa tecnica è invece indicata per tutte le donne con riserva ovarica scarsa, e che hanno un basso numero di ovociti antrali, ma soprattutto per le donne nella cosiddetta età materna avanzata ovvero oltre i 35 anni.

Punti di forza e punti di debolezza del protocollo DUOSTIM

Tra i punti di forza del trattamento DUOSTIM segnaliamo:

  1. buon numero di ovociti ed embrioni ottenuti per ogni ciclo ovarico;
  2. possibilità di avere più blastocisti competenti ovvero cromosomicamente corrette:
  3. nessuna differenza tra gli ovuli ottenuti dalla prima e dalla seconda fecondazione.

Non mancano, tuttavia, alcuni punti di debolezza, ad esempio:

  1. rischio di cancellazioni della seconda parte del ciclo, dato che non è detto che l’ovaio risponda anche alla seconda stimolazione;
  2. impossibilità di fare un transfer a fresco.

In ogni caso l’approccio Duostim rappresenta un’importante opportunità per le donne che vogliono diventare madri, dato che è tollerato molto meglio rispetto a due cicli di stimolazione convenzionale e porta ad una riduzione dell’abbandono dei trattamenti di stimolazione ovarica. Certamente  aumenta la quantità di gonadotropine rispetto alla stimolazione convenzionale delle ovaie, anche se il basso numero di nati con questa tecnica non permette di stabilire se vi siano conseguenze in ambito ostetrico o neonatale.

In conclusione, nelle pazienti con bassa riserva ovarica il DUOSTIM utilizza le onde follicolari multiple per singolo ciclo ovarico, permettendo di ottenere un maggior numero di ovociti competenti e di mettere insieme gli embrioni necessari per il successivo transfer.

Scopri di più in questo video.

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