Fecondazione eterologa e donazione dei gameti

DONAZIONE DI GAMETI una SCELTA DIFFICILE

La fecondazione con gameti donati è una scelta difficile, ma è l’unica possibilità che la medicina offre a chi ha problemi di sterilità assoluta, come quelli causati da interventi chirurgici, azoospermia (assenza di spermatozoi nell’eiaculato e nel testicolo) o menopausa precoce e tanti altri per cui non è possibile usare i propri gameti. La donazione con gameti è definita anche fecondazione eterologa ed è una tecnica che si basa su ovociti e/o spermatozoi provenienti da un donatore o una donatrice. Vediamo in questo post di scoprire di più.

Quando ricorrere alla donazione di gameti

Sono tante le situazioni in cui la coppia può decidere di ricorrere alla donazione di gameti per avere un figlio e in particolare:

  1. Nell’uomo: azoospermia, ovvero mancanza di spermatozoi, ma anche oligospermia severa, problemi genetici e ripetuti fallimenti di cicli di fecondazione in vitro.
  2. Nella donna: menopausa precoce, menopausa iatrogena (cioè dovuta a terapie mediche), problemi genetici, età materna avanzata e ripetuti fallimenti con la fecondazione in vitro.

Appare, quindi, evidente come per alcune coppie la donazione di gameti sia l’unica risposta che la medicina può dare.

Breve storia della fecondazione eterologa

Molti pensano che la donazione di gameti sia una tecnica nuova: in realtà la donazione di seme è largamente utilizzata fin dagli anni ’50. In particolare, l’uso di gameti maschili è stato molto diffuso e richiesto prima della messa a punto (nel 1992) della tecnica ICSI che ha consentito la fecondazione degli ovociti anche in condizioni spermatiche molto critiche, in cui la presenza di spermatozoi validi sia estremamente ridotta. L’ovodonazione (che prevede una fecondazione in vitro) invece è stata eseguita per la prima volta nel 1983.

In questo secondo caso è importante ricordare che la donna nasce con un numero di uova predefinite, che col tempo diminuiscono. Per questo le probabilità di avere una gravidanza sono ottimali tra i 18 e i 25 anni, mentre calano rapidamente dopo i 37 anni di età. Infine, intorno ai 40 anni si ha una forte diminuzione della fertilità e anche in presenza di mestruazioni regolari è più bassa la probabilità di avere figli. La fine della fertilità coincide con la menopausa.

Inoltre, parlare di gravidanza oggi significa riferirsi ad una società molto cambiata che ha creato un gap tra l’età della maternità ideale in termini medici, e quella ideale in termini sociali. Su questo ha influito l’aumento dell’età media in cui si cerca una gravidanza, che si è spostata verso un’età con fertilità ridotta.

Leggi e requisiti per la donazione di gameti

La legge 40 ha vietato in Italia la donazione di gameti dal 2004 al 2014 e sono state migliaia le coppie che si sono recate nei centri esteri, soprattutto in Paesi come Spagna, Grecia e Repubblica Ceca, che offrivano invece questi tipi di trattamento.  Solo nel 2014 la Corte Costituzionale ha abrogato il divieto di fecondazione con gameti donati. Tuttavia, per ricevere i gameti è essenziale soddisfare alcuni requisiti:

  1. Avere una causa di infertilità assoluta certificata da atto medico
  2. essere una coppia di sesso diverso maggiorenne;
  3. essere una coppia di sesso diverso coniugata o convivente.

L’abolizione della legge 40 in un solo anno ha portato dal 2015 al 2016 all’aumento da 2400 a 5400 delle coppie che hanno fatto ricorso alla fecondazione eterologa, mentre i cicli sono aumentati del 123%. Si è registrata anche una forte crescita del numero di neonati, passati da 601 del 2015 a 1457 del 2016 e le richieste di gameti sono in costante aumento.

Problemi della donazione di gameti

Il principale problema quando si parla di donazione di gameti è la mancanza di donatori o di donatrici italiani, dato che nel nostro Paese il donatore non ha diritto a rimborsi spese, indennizzi o permessi lavorativi retribuiti come avviene, ad esempio, in Spagna o Grecia.  Inoltre, a differenza dei Paesi europei in cui la fecondazione eterologa è permessa, non viene fatta nessuna informazione sulla necessità di gameti donati, come avviene invece in altre tipologie di donazioni (per esempio, quella del sangue). Per questo non esistono donazioni in Italia e i gameti maschili e femminili provengono quasi esclusivamente da altri Paesi Europei grazie a collaborazioni tra i centri italiani come Centro Demetra e i centri esteri. Inoltre nella eterologa femminile si tratta di ricevere sempre ovociti congelati, unica tecnica possibile con il Sistema Sanitario Nazionale e che prevede l’importazione dall’estero di ovociti congelati.

É possibile anche un’altra modalità (ottenibile solo in regime privato) che prevede l’invio all’estero di liquido seminale del partner maschile per fecondare “a fresco” gli ovociti della donatrice, ottenere embrioni allo stadio di blastocisti che vengono poi inviati in Italia crioconservati.

Come avviene la selezione dei donatori

Può donare gameti chi non ha compiuto i 35 anni di età e con una storia famigliare e personale negativa per malattie genetiche; la selezione del donatore avviene in modo da rispettare le caratteristiche somatiche della coppia, ovvero colore degli occhi, colore dei capelli, carnagione.

In generale la percentuale di successo della fecondazione eterologa è pari al 40% per ogni tentativo se si utilizzano ovociti donati crioconservati, mentre quella con i propri ovociti declina una volta superati i 35 anni di età. Il fattore più importante per il successo di questa tecnica è, infatti, l’età dell’ovocita: le donatrici sono donne giovani e il successo dell’impianto è reso possibile assicurato dalla preparazione dell’endometrio eseguita con terapie a base di estrogeni e progesterone.

Ricordiamo, infine, come le regole di accesso ai centri pubblici o privati-convenzionati per eseguire cicli di trattamento all’interno del SSN cambino a seconda della regione di appartenenza e come anche l’aspetto economico rappresenti ancora oggi un freno per molte coppie. Donare i gameti e accedere alla fecondazione eterologa è una scelta difficile anche dal punto di vista psicologico, anche se al Centro Demetra siamo fermamente convinti che avere un figlio e diventare genitori è un progetto che nasce dal cuore e dalla testa e non dai genitali.

Guarda il video con tutte le risposte ai tuoi dubbi e domande.

Fecondazione eterologa e donatori: un approfondimento

Il Centro Demetra si occupa di fecondazione eterologa dal 2014 e pratica i seguenti trattamenti:

  1. donazione di gameti femminili o ovociti;
  2. donazione di gameti maschili o spermatozoi;
  3. doppia donazione;
  4. conservazione liquido seminale e invio alla banca estera per poi riportare in Italia blastocisti.

Ricordiamo che possono donare i gameti tutti i soggetti che non hanno un legame genetico con i riceventi, e anche chi si sta sottoponendo a fecondazione omologa e ha congelato i gameti ma, non volendo utilizzarli, è disposto a donarli. In ogni caso la donazione di gameti è anonima, volontaria e gratuita. Dal 2014 il Centro Demetra ha avviato collaborazioni con banche spagnole per i gameti femminili, danesi per i gameti maschili e con un centro greco per ricevere sia i gameti femminili sia le blastocisti.

La fecondazione eterologa rappresenta quindi un processo lungo e articolato, che prevede diversi passaggi: dalla scelta di ricorrere alla fecondazione eterologa al trattamento vero e proprio vi sono incontri con medici, con la psicologa, con l’amministrazione e con la segreteria per la compilazione di tutti i documenti, da far pervenire al centro estero che si fa carico della ricerca di donatori.

Seguono tutta una serie di esami e accertamenti diagnostici per arrivare poi al trattamento vero e proprio, con tempistiche che variano da coppia a coppia. Ricevere il liquido seminale richiede alcune settimane, ma si sale a 3 mesi per gli ovociti e addirittura ai 4 o 5 mesi per le blastocisti.

Al Centro Demetra si può contare sulla qualità del servizio e su una eccellente collaborazione con banche estere di ottimo livello, che assicurano la più accurata selezione del donatore, che ha tra i 20 e i 35 anni se si tratta di una donna e tra i 18 e i 40 anni nel caso dell’uomo. Oltre a questo il donatore viene individuato in modo da assicurare una compatibilità di peso, altezza, colore degli occhi e dei capelli e carnagione con la coppia e tramite accertamenti ci si assicura la buona salute e l’assenza di malattie conosciute, comprese quelle sessualmente trasmesse.

FAQ sulla donazione dei gameti

1. Perché devo incontrate una psicologa?

L’incontro con la psicologa è stato introdotto da poco e reso obbligatori con un’ordinanza interna della Regione Toscana. Tuttavia, al Centro Demetra è attivo da tempo il servizio di psicologia per aiutare la coppia a chiarire i dubbi sul processo di fecondazione eterologa.

2. Quali misure sono adottate per fronteggiare l’emergenza COVID-19?

Tutti i donatori e le donatrici che hanno donato nel periodo dell’emergenza sono sottoposti a test per il COVID-19 e viene rilasciato un certificato di negatività, secondo le indicazioni del Centro Nazionale Trapianti e dell’Istituto Superiore di Sanità.

Per saperne di più sulla donazione dei gameti e trovare risposta ai quesiti più frequenti guarda i nostri video o consulta la sezione FAQ.

Lo sottolineiamo ancora: un progetto di maternità e paternità nasce dal cuore e non dai genitali e ad oggi la fecondazione eterologa è quella che assicura le maggiori opportunità di successo a chi cerca un bambino e che non ha la possibilità di utilizzare i propri gameti.

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